Dipendenti

La cessione del quinto del proprio stipendio è ormai un finanziamento comune, un prestito non finalizzato e quindi applicabile a qualsiasi tipo di acquisto che un consumatore voglia fare. La richiesta può essere fatta sia da un lavoratore pubblico che da uno privato che può ottenere dalla banca o dalla finanziaria la somma che ha richiesto se ha le caratteristiche richieste dall’ente che deve elargire il prestito.

Le rate previste sono sempre fisse e quindi anche il tasso di interesse lo è, ovviamente come il nome del prestito suggerisce la rata non può essere superiore ad 1/5 della busta paga di chi lo richiede, così facendo il finanziamento viene rimborsato direttamente prendendo i soldi dalla busta paga del contraente. Il tasso di interesse è definito dal T.A.N. e dal T.A.E.G. che danno vita ad un rimborso alla francese con rate costanti che sono però composte da una quota relativa agli interessi che decresce, mentre la quota relativa al capitale aumenta, in questo modo finanziarie e banche possono tutelarsi in modo più efficiente, visto che la parte relativa alla quota di interesse viene pagata attraverso le prime rate. Il finanziamento può avere una durata compresa tra i 60 e i 120 mesi. Questo tipo di finanziamento non è consigliato per piccoli prestiti, diciamo al di sotto dei 5.000 Euro, infatti il T.A.E.G. può risultare troppo elevato, mentre per somme che arrivano fino a 30 mila Euro è un’ottima scelta.

Questo tipo di prestito risulta garantito, anche se a differenza del mutuo non necessita di garanzie reali (ipoteca o pegno), infatti la garanzia più importante è il reddito legato al lavoro dipendente dato che le rate di ammortamento vengono trattenute dalla busta paga.

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