Obblighi del datore di lavoro

Chiunque abbia intenzione di richiedere un prestito sfruttando la cessione del quinto deve essere informato circa gli obblighi che ha il datore di lavoro verso l’istituto di credito e verso il lavoratore. Innanzitutto bisogna sapere che tali obblighi cambiano, a seconda che l’ente sia statale o un’azienda privata. Questa distinzione è stata regolarmente indicata dalla Finanziaria del 2005 che ha incluso i dipendenti di aziende private nei beneficiari del prestito monetario.

Gli enti pubblici infatti sono volti ad accogliere tutte le richieste lasciando la scelta di erogare il prestito alle banche. Le aziende private invece, possono negare la delega di cessione, ma devono comunque occuparsi di trattenere il quinto dello stipendio per tutto il periodo lavorativo; questo significa che nel caso il rapporto lavorativo termini prima dell’estinzione del debito, il datore di lavoro non ha più l’obbligo di trattenere il quinto. Di conseguenza all’istituto di credito di norma viene versato il TFR (trattamento di fine rapporto) fino all’estinzione completa ove possibile. Tutelarsi da questo punto di vista è altamente consigliato, stipulando dei contratti assicurativi di due tipi: rischio impiego e rischio credito.

Il datore di lavoro quindi dovrà:

  • accettare la richiesta di cessione del quinto secondo la legge 180/50
  • trattenere dalla busta paga la somma e poi effettuare il versamento della rata sul conto corrente indicato nel contratto
  • versare la liquidazione alla fine del rapporto lavorativo (garanzia del TFR, come descritto prima) nei casi di licenziamento, dimissioni, etc…

Se si ha intenzione invece di cambiare il posto di lavoro, si deve semplicemente contattare l’istituto di credito che a sua volta valuterà di girare la pratica di cessione alla nuova azienda, il cui datore di lavoro si impegnerà agli obblighi citati. In ultima analisi, il datore di lavoro deve impegnarsi anche a rinnovare la cessione del quinto come previsto dalla normativa vigente.

Leave a Reply

*